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sabato 11 giugno 2016
Contratti di Convivenza
Legge 20 Maggio 2016 n. 76

In data 05/06/2016 è entrata in vigore la Legge 20 maggio 2016 n. 76 (Legge Cirinnà)Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze. (G.U. Serie Generale n.118 del 21-5-2016)

La suddetta legge oltre a istituire nei commi da 2 a 35 dell'art. 1 l'unione civile tra persone dello stesso sesso, nei successivi commi da 36 a 67 dell'art. 1 regola le convivenze di fatto.

Sono «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

 

La Legge di cui sopra dal comma 50 dell'art. 1 individua la possibilità per i conviventi di fatto di dare valore ai loro accordi patrimoniali mediante la sottoscrizione di un atto pubblico o di una scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un AVVOCATO che ne attestano la conformita' alle norme imperative e all'ordine pubblico.

Ai fini dell'opponibilita' ai terzi, il professionista  che  ha ricevuto l'atto  in  forma  pubblica  o  che  ne  ha  autenticato  la sottoscrizione  ai  sensi  del  comma  51  deve  provvedere  entro  i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune  di  residenza dei conviventi per l'iscrizione all'anagrafe ai sensi degli  articoli 5 e 7  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223. 
Il  contratto  di  cui  al   comma   50   reca   l'indicazione dell'indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate le comunicazioni inerenti  al  contratto  medesimo.

Il  contratto  puo' contenere:
a) l'indicazione della residenza;
b) le modalita' di contribuzione  alle  necessita'  della  vita  in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e  alla  capacita'  di lavoro professionale o casalingo;
c) il regime patrimoniale della comunione dei  beni,  di  cui  alla sezione III del capo VI del titolo VI  del  libro  primo  del  codice civile.
Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza  puo' essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza con le modalita' di cui al comma 51.
Il   trattamento   dei   dati   personali   contenuti   nelle certificazioni anagrafiche deve avvenire conformemente alla normativa prevista dal codice in materia di protezione dei dati  personali,  di cui al decreto legislativo 30 giugno  2003,  n.  196,  garantendo  il rispetto  della  dignita'  degli   appartenenti   al   contratto   di convivenza.  I  dati   personali   contenuti   nelle   certificazioni anagrafiche non possono  costituire  elemento  di  discriminazione  a carico delle parti del contratto di convivenza.

Il contratto di convivenza non puo' essere sottoposto a termine o condizione.  Nel  caso  in  cui  le  parti  inseriscano  termini  o condizioni, questi si hanno per non apposti.
Il contratto di convivenza e' affetto  da  nullita'  insanabile  che puo' essere fatta  valere  da chiunque  vi  abbia  interesse  se concluso:
a) in presenza di un vincolo matrimoniale, di un'unione civile o di un altro contratto di convivenza;
b) in violazione del comma 36; 
c) da persona minore di eta'; 
d) da persona interdetta giudizialmente;
e) in caso di condanna per il delitto di cui  all'articolo  88  del codice civile.
Gli effetti del contratto  di  convivenza  restano  sospesi  in pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o  nel  caso  di rinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per  il  delitto  di cui all'articolo  88  del  codice  civile,  fino  a  quando  non  sia pronunciata sentenza di proscioglimento.

Il contratto di convivenza si risolve per: 
a) accordo delle parti;
b) recesso unilaterale;
c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un  convivente
ed altra persona;
d) morte di uno dei contraenti.

La risoluzione del contratto di convivenza  per  accordo  delle parti o per recesso unilaterale deve essere redatta  nelle  forme  di cui al comma 51. Qualora il contratto di convivenza preveda, a  norma del comma 53, lettera c), il regime patrimoniale della comunione  dei beni, la sua risoluzione determina lo  scioglimento  della  comunione medesima e si applicano, in quanto compatibili,  le  disposizioni  di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del  libro  primo  del codice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio  per gli atti di  trasferimento  di  diritti  reali  immobiliari  comunque discendenti dal contratto di convivenza.
Nel caso di recesso unilaterale da un contratto  di  convivenza il professionista che riceve o che autentica l'atto e' tenuto,  oltre che agli  adempimenti  di  cui  al  comma  52,  a  notificarne  copia all'altro contraente all'indirizzo risultante dal contratto.
Nel caso in cui la casa  familiare  sia  nella  disponibilita'  esclusiva  del recedente, la dichiarazione di recesso,  a  pena  di  nullita',  deve contenere il termine, non inferiore a  novanta  giorni, concesso  al convivente per lasciare l'abitazione.
Nel caso di cui alla lettera c) del comma 59, il contraente che ha contratto matrimonio o unione  civile  deve  notificare  all'altro contraente, nonche' al professionista che ha ricevuto  o  autenticato il contratto di convivenza, l'estratto  di  matrimonio  o  di  unione civile.
Nel caso di cui alla lettera d) del  comma  59,  il  contraente superstite o gli eredi del contraente deceduto devono  notificare  al professionista  che  ha  ricevuto  o  autenticato  il  contratto   di convivenza  l'estratto  dell'atto  di  morte  affinche'  provveda  ad annotare a margine del contratto di convivenza l'avvenuta risoluzione del contratto e a notificarlo all'anagrafe del comune di residenza.
Dopo l'articolo 30 della legge  31  maggio  1995,  n.  218,  e' inserito il seguente:
«Art. 30-bis (Contratti  di  convivenza).
1.  Ai  contratti  di convivenza si applica la legge nazionale comune  dei  contraenti.  Ai contraenti di diversa cittadinanza si applica la legge del  luogo  in cui la convivenza e' prevalentemente localizzata.
2. Sono fatte salve le norme nazionali, europee  ed  internazionali che regolano il caso di cittadinanza plurima».
In caso di cessazione della convivenza  di  fatto,  il  giudice stabilisce  il  diritto  del  convivente   di   ricevere   dall'altro convivente e gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.  In  tali  casi,  gli alimenti sono assegnati per  un  periodo  proporzionale  alla  durata della convivenza e nella misura determinata  ai  sensi  dell'articolo
438, secondo comma, del codice civile. Ai fini  della  determinazione dell'ordine degli obbligati ai sensi  dell'articolo  433  del  codice civile, l'obbligo alimentare del convivente di cui al presente  comma e' adempiuto con precedenza sui fratelli e sorell
e.